5.2.11

Puttanate Non le Leggo

Acronimi II

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Bisogna sapere che ai radiatori spira un’aria, torrida, come è giusto che sia per un produttore di articoli idrotermosanitari, ma resa ahinoi pesante e viziata da una componente putrida e marcescente sempre più difficile da digerire per lo staff di orientamento filosofico positivista: una massiccia e incontrollata invasione di PNL.

L’abominevole programmazione neurolinguistica si sta infatti insinuando come una micidiale corrosiva sabbia sahariana in tutti gli interstizi e gli orifizi lasciati scoperti dall’incauto dipendente, dilagando nella vita aziendale a forza di libercoli esplicativi, corsi e impervie tassonomie. E in questa danza macabra in cui la pestilenza pseudoscientifica ha trascinato secoli e millenni di evoluzione culturale umana, l’unico baluardo dai piedi d’argilla, sordo al sinistro ritmo scandito dai rozzi tamburi della formazione aziendale, storicamente impermeabile a qualsiasi forma di movimento organizzato, resta – orgogliosa ed atterrita – la redazione di codesta testata.

Ed è con sgomento che testimonio che la perdurante incolumità della redazione dai fantozziani corsi (facoltativi) non retribuiti di sabato a cui tutti si sono iscritti, tutti, e agli interminabili sproloqui e scrupolose simulazioni di cui è ormai punteggiata l’agra esistenza di qualche centinaio di sventurati lombardi contemporanei, è garantita da una sola esile, fortunosa circostanza: che la responsabile dell’ufficio, signora di mezza età e dubbia igiene mentale, la Grande Untrice del moderno morbo subdisciplinare, proprio alla vigilia del grande scoppio pandemico – informandosi melliflua sulle nostre conoscenze in materia – aveva appreso che, per chissà quale crudele bizzarria della sorte, effettivamente, nella nostra degenere infanzia universitaria c’era persino una conferenza, di PNL. Solo questo ci risparmia, unici e terrorizzati, i grotteschi rituali del ritrovo feriale con mugugno. Solo questo ci salva dalla perdizione. Ma aiuta anche aver d’istinto taciuto che quella conferenza l’avevamo abbandonata trattenendo con difficoltà risa di scherno.