3.6.11

Vedi Napoli

E poi ti senti poco bene, come minimo

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GLI HANNO stretto la mano dirigenti e impiegati, i vigili hanno indossato le divise buone e accennato il saluto militare, il cerimoniale si è raccomandato che almeno per qualche giorno il ragazzo del bar che a ciclo continuo porta su caffè, brioches, pizzette e arancine, si prenda una pausa.

Manager, consiglieri d’amministrazione e consulenti delle lunghissima teoria di aziende partecipate e municipalizzate varie, aspettano con timore lo spoil system. A chi toccherà? È l’ora del tutti a casa o si continuerà come prima, come sempre? Luigi De Magistris sta costruendo la sua “giunta dei professori” (molti assessori saranno prelevati dal mondo universitario) e non ha ancora deciso chi sarà il responsabile delle Finanze, quello che è certo è che chiunque sia si troverà di fronte al precipizio. Il comune non ha approvato il bilancio preventivo per il 2011, il governo ha già concesso due proroghe, l’ultima scade il 30 giugno, se il documento contabile non verrà approvato entro quella data si rischia il commissariamento. Se verrà concessa una nuova dilazione sarà breve. E il dissesto finanziario è alle porte, con debiti fuori bilancio (dati 2008) superiori ai 100 milioni, un record italiano, aziende fornitrici che vengono pagate con 3 anni di ritardo, società municipalizzate sommerse dai debiti che a fatica riescono a pagare gli stipendi. Il Comune di Napoli ha 15 mila dipendenti, che arrivano a 20 mila calcolando anche quelli delle 23 società partecipate.

UN POZZO senza fondo riempito di debiti (alcune fonti parlano di un buco superiore al miliardo di euro) e personale. Novemila assunzioni negli ultimi anni, 5 mila almeno senza uno straccio di concorso. E una cinquantina di manager che rastrellano 1,6 milioni di euro l’anno di stipendi.

Enrico Fierro, De Magistris si insedia, FQ, p. 9.