8.12.10

La fuga dall’Egitto

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L’altro giorno Tiziana Maiolo mi raccontava, indignata, di essere vittima di “una sorta di maccartismo” perché da quando è passata al partito di Fini nessuno osa più pubblicare un suo libro. Costoro non si sono resi conto (credo la Maiolo) o fan finta di non rendersi conto (Vespa) degli enormi vantaggi professionali di cui hanno goduto nei sedici anni di regime berlusconiano. In questi lunghissimi sedici anni, una vita, nel lazzaretto ci sono stati altri. Quelli che hanno conservato quel tanto di dignità e di rispetto di sé per non appecoronarsi ai piedi di un padrone, fosse di destra o di sinistra. Quelli che hanno partecipato a questo infame gioco delle sudditanze incrociate, mortificando tutti gli altri, non hanno ora il diritto di piagnucolare, meravigliarsi e scandalizzarsi se qualcuno esasperato da sedici anni di regime (il fascismo durò solo quattro anni di più) li insulta per via.

Massimo Fini, Vespa, il lamentoso ronzio del padrone, Fq, p. 2.

5.12.10

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Stavolta non sapevo decidere l’immagine.

Una opposizione che non alza la voce e cammina disciplinatamente allo stesso passo della maggioranza imperiosa, quando dice educatamente “no” non si nota. Poiché l’opposizione non ha saputo rompere in alcun punto e in nessun modo le sequenze ordinate, vuol dire che niente di eccezionale sta accadendo. Resta il sigillo finale con cui andremo alle urne: “La Camera approva”. Resta il distacco completo da coloro che l'opposizione avrebbe dovuto e voluto rappresentare.

Furio Colombo, Università, il mondo secondo B., Fq, p. 20.

E noi di Furio c’abbiamo fiducia.

E anche senza aver fiducia, sta cosa è da un po’ che sembra.


Давно

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A parte le sezioni kitsch su cartoline e immaginette natalizie l’archivio di poster dei tempi dell’URSS è fantastico, soprattutto cercando in ordine cronologico con l’apposita barra, si trovano cose edificanti, anche inattese. Peccato non ci sia la versione in inglese, comunque bella scoperta di oggi.

Per spiegare l’invasione cirillica.


Oggi è domenica

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“Bisogna lavorare con accanto il fucile”.

Stimolante.


Bravo. Io no.

o Ma che gran faccia di culo

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“Ho risparmiato e mi son comprato la macchina”.

Quasi quasi divento alcolizzato anche io, chissà ai tempi quante bottiglie si sono coricate a guardare questo stronzo, e chiedersi Ma se ce l’ha fatta anche uno con questa faccia, cos’ho io che non va? Perché? Что-ж??

Poi è inutile far le campagne, sulla vodka versata.


Каким-то клином

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No.

In un mondo dove La maledizione dello Scorpione di Giada passa in seconda serata, dopo Ghost – qualcosa deve cambiare.


Investire in ricerca

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Qualcosa salterà fuori. (Di nuovo il Misfatto.)


Царь наш, батюшка Сильвио

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Da Il Misfatto.


Domenica pomeriggio

Salamino piccante, a noi.

4.12.10

sEe, ThAt’s tHe aSShoLE

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NEI FILE di Wikileaks non c’è un granché, per la verità, ma in fondo non è quello che conta e Frattini lo sa: quel che davvero conta, e che per i governanti italiani è la calamità satanica cruciale, è la rivoluzione dei media, che Wikileaks conferma e amplifica straordinariamente. È l’assalto ai Palazzi d’Inverno, che mette spavento ai falsi troni dove siedono, spesso, falsi re. Anche nell’informazione regnava, fino a ieri, l’ordine westphaliano: ogni Stato sovrano ha la sua informazione, chiusa in recinti nazionali accuratamente separati. Invece ecco che Wikileaks parla del mondo e al mondo, apre su di esso un grande occhio indagatore, sfata re che non sono re, diplomazie che sfangano senza uscire dal fango. I cabli sono spesso insipidi perché insipidi sono i regnanti cui sono riservati. […]

È COLPA della politica e non dei media se i segreti escono, rovinando ragnatele diplomatiche laboriose e mettendo a rischio le fonti degli ambasciatori. Né è colpa dei dispacci se l’intera politica occidentale risulta colma di torbide contraddizioni. Contraddizioni che Wikileaks non scopre, ma conferma: a cominciare dalle complicità nella lotta anti-terrore con paesi poco raccomandabili, tra cui Arabia Saudita e Pakistan.

Barbara Spinelli, Wikileaks, il bavaglio mondiale, Fq, p. 18.


Se

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Se fra i 250 ci fosse stato un solo cittadino europeo o americano, apriti cielo: i giornali sarebbero stati tempestati da lanci d'agenzia e le televisioni non avrebbero mollato la notizia.

Corrado Giustiniani, Fq, p. 11.


Suinitalia

s. f. (pl. –ie) 1. ‘Su | in | I’talia, v. Lega; 2. Su’ina | I’talia, v. Nonciclopedia

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Nella foto, un legislatore.

La legge “porcata”, come graziosamente la chiamò il primo firmatario, violerebbe in maniera palese l’art. 3 del Protocollo addizionale della Convenzione europea dei Diritti dell’uomo che recita: “Le Alte Parti Contraenti si impegnano ad organizzare (…) libere elezioni (…) tali da assicurare la libera espressione dell’opinione del popolo sulla scelta del corpo legislativo”. Eccolo lì il punto, la “scelta del corpo legislativo”, cioè dei membri del Parlamento. Con questa legge elettorale, si legge nel ricorso, “le elezioni (…) si svolgono mediante procedure che svuotano di ogni contenuto il principio secondo il quale ad ogni cittadino è assicurata libertà di scelta nella designazione dei rappresentanti del popolo, essendo esclusa ogni possibilità di indicazione della preferenza”, dunque un provvedimento che “sovverte radicalmente il principio della sovranità popolare”. […]

Mi limito ad osservare – conclude – che questa legge la vogliono cestinare tutti, eppure la nostra iniziativa non ha ottenuto la minima attenzione da parte delle forze politiche

Stefano Caselli, La porcata di Calderoli viola i diritti umani, FQ, p. 8. Sul tentativo di ricorso alla CEDU contro la 270/2005.


Centocinquanta di questi anni

Però poi basta

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“I protagonisti della crisi devono ancora fare i conti con Napolitano, pronto a impegnarsi per scongiurare il ritorno alle urne... anche per impedire che i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia si tengano in un clima di scontro elettorale. E questo è un auspicio (ma anche un monito, ndr) che il presidente ha trasmesso ai vertici di tutti i partiti: in occasione delle celebrazioni in primavera – quando a Roma giungeranno capi di Stato e di governo per la ricorrenza – vorrebbe trovarsi al fianco di un premier nella pienezza delle sue funzioni per ricevere gli ospiti”. Solo un premier nella pienezza dei suoi poteri potrà garantire la consueta dose di barzellette sporche, gaffe, cazzate e toccatine di culo. Ergo, recita l’alto monito, niente elezioni fino a “primavera inoltrata, dopo la Pasqua ebraica”. A costo di metter su un bel Berlusconi-bis “per gestire la transizione”. Non è meraviglioso? Se Berlusconi perde la fiducia, si passa al Berlusconi-bis. Per festeggiare serenamente l’Unità d’Italia, la Santa Pasqua cristiana e quella ebraica (gli avventisti del settimo giorno saranno presto consultati per sapere se hanno qualcosa da pretendere). Nel frattempo, coprifuoco totale. Camomilla e bromuro per tutti. E niente leggi, che tanto non passano. Solo moniti.

Marco Travaglio, Bromuro del pianto, Fq, p. 1.

3.12.10

Bosso Mastellosso e Tracagnosso

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Com’è come non è, una volta che Saviano tira fuori una cosa, poi sembra che sapevano tutti tutto da sempre. Per prima la camorra, e adesso la ‘ndrangheta a Milano. Appena visto il primo servizio del tg regione planare nel silenzio di dieci anni dando tutto per scontato.

Chiamiamola informazione.

2.12.10

Frost, fog and folk songs

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O dell’andare sulla Gardesana occidentale mentre fa giorno, nella nebbia, Jose Gonzales a canna.