22.9.13
Ma i giornalisti del tg2, che titolo di studio hanno
Ma.
Niente.
17.12.11
Russian Dignity
“I think that people who took the street, and I know that students were paid a few bucks to come (it’s ok, let them pay, let the young people earn something), but all the same, letting themselves get humiliated, this is unacceptable to me”. - V.V. Putin
The paper Novaya Gazeta launched an initiative, inviting all students and people who took part to the unprecedented demonstrations held in Moscow on Dec. 10th to file a lawsuit against Mr. Putin for his contemptous and denigratory words.
о защите чести, достоинства и деловой репутации
There you go Vladimir Vladimirovich. Good old times are over.
We have facebook and Twitter. People get pissed off ten times faster than it used to be. Accept that.
18.9.11
24.7.11
Il mio volo libero
Polverini & Rositani
di Antonio Padellaro
Il video del fattoquotidiano.it sulla piazzata indecente della Polverini e di tal Rositani contro il nostro Carlo Tecce alla sagra del peperoncino di Rieti è un documento che tra molti anni, quando di questa miserevole casta di politicanti non vi sarà più traccia, i nostri nipoti guarderanno incuriositi chiedendosi: ma davvero l’Italia era governata da gente simile? Osservate bene quel tal Rositani, come inalbera la criniera vaporosa e come innesta mento e marcia da parata, lui percettore di innumerevoli prebende ignoto ai più, perfino ai camerati del vecchio Msi dove non lasciò traccia alcuna. Un patetico signor nessuno reso arrogante da una poltrona nel malridotto cda Rai, prono esecutore degli ordini di palazzo Grazioli che dimostra la propria esistenza in vita trascinando per il corso reatino mezzo vertice Rai (l’altra metà giustamente si vergognava).
11.6.11
Annozero, la conclusione
Nella classifica dei programmi più visti nel 2011, tra i primi venti posti, soltanto tre volte c’è Mediaset: due Striscia la Notizia e un puntata del filmetto Come un delfino con Raul Bova. Tre su venti. Il distacco di ascolti con la Rai è cresciuto l’anno scorso come non mai. Anche se il Biscione ha più pubblicità di viale Mazzini, il servizio pubblico vince sempre con la concorrenza.
Con la probabile mazzata del Lodo Mondadori e l’ancora più probabile riduzione dei costi , sarà complicato per Mediaset riprendere la corsa sulle televisioni di Stato.
L’unica speranza è che la Rai, perso il direttore generale Mauro Masi, sia così sciagurata da farsi del male. E sul masochismo sfrenato a viale Mazzini sono abbastanza esperti.
Carlo Tecce, FQ, p. 20.
Distruggere la RAI, la scuola di italiano degli italiani, perché Berlusconi guadagni, guadagni sempre più per potersi permettere nuove feste, nuove ville, evasioni spensierate e evasioni fiscali.
Che bello vivere in Italia.
9.6.11
5.6.11
4.6.11
Telese e i numeri
Incombe una manovra da 10 milioni di euro (più 30 a settembre!).
Luca Telese, D’Alema e il richiamo della foresta, FQ, p. 1.
La manovra da 10 milioni di euro è un bello spauracchio, ma con una pesca di beneficienza ce la si può cavare. Già se sono dieci (più trenta, quaranta) miliardi; quelli sì fan male.
3.6.11
Rivoluzione Culturale
Il rottamatore del PdL
LETTERA DALL’ESILIO di Flavia Perina (FQ, p. 20)
Caro direttore, “Il Fatto” è stato uno dei pochissimi giornali (forse il solo) che non ha dato troppo credito e spazio all'idea che il risultato dei ballottaggi avrebbe provocato la decomposizione rapida del Pdl, e non posso che congratularmi per la lungimiranza. La rottamazione del Pdl è effettivamente cominciata, ma a determinarla è il suo leader, Silvio Berlusconi, che in tre ore di riunione si è liberato dei triumviri, ha nominato al loro posto il più fedele dei suoi fedelissimi, ha aperto la stanza dei bottoni al “club dei quarantenni” e ha indicato la via del pensionamento ai Verdini, ai La Russa, ai Bondi e all'intera classe dirigente abitualmente associata al suo nome.
A quelli di Repubblica.it (mobile)
O Cambio casa (pagina)
Saremo anche antichi come quello che si fa registrare Santoro in cassetta, ma quando apriamo internet sul cellulare in pausa, e siam curiosi di astrarci tre minuti dall’ambaradan circostante, e vediamo un titolo che promette crudi retroscena e sapide analisi, e c’andiam sopra, per scoprire che bisogna esser abbonati, massimo 2 euri a settimana, se sei già abbonato - connettiti, noi, che già paghiamo il nostro tanto, per avere internet, e che possiamo vedere il giornale con tutti i suoi begli articoli dal computer, ma dal telefono no, signori di Repubblica.it mobile, come dovremmo sentirci secondo voi?
Che cambiamo homepage, avidi bastardi.
28.5.11
Non della par condicio
Se infrazione v’è stata da parte di Celentano ad Annozero, o meglio, frantumazione, non è certo delle fumose regole del contraddittorio, di cui poco importa, ma dei maroni degli spettatori durante l’interminabile ennesima incursione di questa specie di anziano balbuziente che si atteggia a padre della patria, che tutti lasciano fare e si contendono, a suon di copertine e paginate, e se lo allisciano, e se lo ingraziano, sorridendo alle battute grevi e alle freddure scontate, come fosse la somma autorità civile e religiosa del continente. Ma. Se dopo trenta secondi Santoro regolarmente zittisce in malo modo presidenti e pontefici, vedove in lacrime e padri singhiozzanti, perché il programma c’ha i suoi tempi, e i suoi ritmi, poi lascia metà puntata agli sconnessi sproloqui di questo signore? Dai.
22.5.11
21.5.11
La Milano di Pisapia
Altri cittadini ci segnalano in alcuni mercati rionali la presenza di giovani rom che distribuiscono volantini per Pisapia. Infine, ci è stata addirittura denunciata la comparsa di capannelli di finti operai, con tanto di geometri, intenti a fare sopralluoghi e a prendere le misure per la nuova ‘moschea di Pisapia’. Roba che neanche Amici miei
Stefano Caselli, Finti figuranti contro Pisapia, Fq, p. 4
Che si possa essere verificata nel mondo reale, nella dimensione spazio- temporale cui malgrado auspici contrarii anche questa redazione appartiene, una cosa del genere, non lo crederei neanche se lo vedessi. Ma il fatto (di cui non ho motivo di dubitare) che qualche cittadino si possa essere immaginato di aver assistito a quello che sarebbe stato un espediente che – non dico Stalin, che era una persona seria, sul lavoro, anche se non disdegnava varie forme di intrattenimento nel tempo libero, tra cui far bere Khruschev e fargli fare il ballo del cosacco – ma neanche Kim Jong-Il, che non ha il problema del ridicolo (v.), avrebbe non messo in pratica, ma nemmeno considerato; per rispetto. Il fatto che qualcuno abbia pensato di riferire una cosa del genere, anche considerato che a Milano la neve è solo molto di rado uno stato fisico dell’acqua; anche se di gente flippata in giro ce n’è, e non è colpa di nessuno; bè la dice lunga.
E già che l’ho citato
Uno dei migliori post tra i migliori blog della storia
Più soldi alla ricerca.
Più soldi alla sicurezza.
Più soldi alla ricerca della sicurezza.
Un italiano su tre viene stuprato almeno una volta su cinque, soprattutto donne, vecchi e bambini.
Non è quello che dicono i dati.
Non interrompermi, io non ti ho interrotto.
Ho qui i dati ufficiali e dicono l’esatto contrario.
Io ho i dati dell’istituto nazionale di dati nazionali istituzionali e dicono che i tuoi dati non sono ufficiali.
In Europa siamo il fanalino di coda negli stupri agli stupratori ufficiali, solo la Grecia fa peggio di noi.
Più soldi alla Grecia.
Mi stai già qui
E i contratti di Fazio, Gabanelli, Dandini e Floris? E Annozero? Tutti in discussione, tutti all’ordine di Lei. Che è diplomatica, gentile e secchiona, ma pur sempre scelta dal governo Berlusconi con il suggerimento del Vaticano e le rassicurazioni del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.
Carlo Tecce, Rai, operazione poltrone Al Tg2 in arrivo Paragone, Fq. p. 3.
Col massimo rispetto, eh.
BelTravaglio
Le scene da De Filippi con Belpietro, gli sventolii di certificati (ancora) come gli epici “dati ufficiali” di Sballarò, adesso anche l’editoriale sul Fatto di oggi; ma cheppalle, Travaglio. Che non stia simpatico Belpietro si può capire, e s’è capito, ma anche continuar così.
8.5.11
Treponzi
La salvezza di Atene sarebbe stata quella di non essere entrata nell’euro, di non aver avuto accesso a prestiti facili con bassi tassi d’interesse che hanno fatto raggiungere al paese l’apogeo della bolla finanziaria con le spese faraoniche fatte per le Olimpiadi del 2004. Grazie alla bolla olimpica i cittadini greci hanno conosciuto una crescita economica del 4 per cento annuo dal 2003 al 2007. […] L’Europa ha tentato di mascherare questi dati con un piano di aiuti pasticciato, fatto di un prestito emergenziale che è servito solo a ripagare le banche straniere dei crediti verso Atene: la maggior parte dei 110 miliardi sono finiti nelle casse delle banche di quei Paesi che avevano erogato il prestito. Germania, Francia ed Olanda non hanno salvato il popolo greco hanno salvato i propri banchieri da perdite miliardarie in caso di insolvenza greca.
E lo hanno fatto con il concorso di tutti anche di chi, come l’Italia, non aveva una esposizione considerevole al rischio greco. La stessa cosa è stata fatta con l’Irlanda e sarà fatta con il Portogallo. Ma quanto può durare? Sempre più investitori ed economisti pensano che le istituzioni europee abbiano messo in piedi un gigantesco schema Ponzi: come nella vicenda Madoff i primi a tirare fuori i soldi (le banche private europee ed americane) riporteranno a casa i capitali con dignitosi profitti, gli ultimi rimarranno con il cerino in mano e subiranno le conseguenze di perdite disastrose. Nella piramide messa in piedi dall’Ecofin e dalla Banca centrale europea alla base ci sono i cittadini dell’Unione e ai vertici i banchieri. Le finanze pubbliche sostengono il pagamento dei debiti dei paesi in difficoltà, le banche creditrici incassano e poi non erogano più credito e il gioco è fatto gli unici creditori rimangono gli stessi Stati europei che hanno la scelta o di trasferire i costi tramite la fiscalità generale o di non pagare a loro volta i propri debiti. Tutti sanno che lo schema non regge che prima o poi crollerà, ma i politici non pensano a lungo termine, come tanti Madoff spostano in avanti il problema.
Superbonus, FQ, p. 10.
E noi Superbonus, pur non sapendo chi sia, ci fidiamo.