Sì al cous cous, ma anche alla polenta
E chi te lo vieta. Auchan Roncadelle, 04.05.11.
Ovvero, un giorno di primavera non del tutto ordinario (domani son trenta), in cui la fuga dalla routine primo-secondo-contorno della mensa aziendale dà al pranzo sacro del sabato, per celebrare la fugace libertà del fine settimana, la forma del merendino dei quindici anni.
Doppietta di panardo tostato: 1) cotto, emmenthal, asparagi e maio; seguito dall’imperatore massimo degli indolenti panini pomeridiani d’estate, con gli scuri chiusi, la casa silenziosa attraversata da lame di luce esterna satura di pulviscolo, noia infinita, afa, incollocabilità cosmica: 2) ungherese, formaggella, grana, peperoni grigliati e tonnata.
Oggi il napoletano, l’occhio umettato e l’accento solitamente riservato a conterranei e carabinieri, ha speso parole di grandissima lode per la mia favorita: pomodoro fresco, salame piccante e cipolla. Sono orgoglioso.